Votazione popolare Svizzera del 26 settembre 2021

‘Matrimonio per tutti’ – Un’abominazione davanti a Dio


Un problema inconsistente

L’oggetto sottoposto alla votazione riguarda una problematica pressoché inesistente nella popolazione. Nel 2019 la Svizzera contava oltre 8’600’000 abitanti e vi furono quasi 39’000 matrimoni. Lo stesso anno le unioni domestiche registrate fra persone dello stesso sesso non furono più di 674. Questa cifra è addirittura in calo, almeno sin dal 2016, quando se ne registrarono solo una cinquantina in più. In aumento sono invece gli scioglimenti delle stesse unioni domestiche omosessuali e nel 2019 se ne contarono ben 200. L’età media delle persone che fanno registrare l’unione domestica supera i 41 anni.

Se, trascurando per un momento il problema della filiazione, paragonassimo il dato netto di queste unioni domestiche (ipofertili) al tasso di nuzialità in Svizzera, il quale nel 2019 era del 4.5%, vedremmo che quel dato avrebbe cambiato il tasso nemmeno dello 0.06% – una percentuale davvero inconsistente, per l’appunto.

In considerazione della distribuzione per età, dei quozienti d’età e del tasso di crescita della popolazione che da anni in Svizzera è addirittura al di sotto dell’1%, ci si dovrebbe invece rammaricare per il fatto che la popolazione stia invecchiando tanto. La diminuzione delle nascite in relazione alle necessità economiche è largamente e per forza compensata con l’immigrazione.


L’assurdo culturale ed etimologico

Nonostante l’evanescenza della tematica ci viene proposta un’importante modifica del Codice civile svizzero. In essa si parla di ‘matrimonio fra persone dello stesso sesso’ (Art. 9g) oppure di ‘moglie della madre’ (Art. 255a), ma entrambe queste espressioni, non avendo alcun senso in lingua italiana, sono completamente fallaci. La parola matrimònio, la quale è derivata dal latino mater ‘madre’, sta a significare il rito laico o religioso nel quale un uomo e una donna manifestano la volontà di unirsi come marito e moglie, cioè l’unione fisica e spirituale di un uomo e di una donna al fine di fondare la famiglia, per cui i figli nati dalla coppia, oppure adottati, sono riconosciuti quali prole legittima dalla comunità.


L’inciampo costituzionale

La costituzione federale della confederazione Svizzera (stato 1° gennaio 2021) apre, nel preambolo, con la formula ‘In nome di Dio Onnipotente’ ed è quindi per l’Altissimo che noi restiamo obbligati, perché, in ogni modo, è dall’Altissimo che ne è conferita tutta l’autorità. Da ciò segue che in Svizzera le leggi dovrebbero essere emanate sul fondamento bimillenario di Gesù Cristo e ratificate secondo il vero, a Sua gloria.

A questo riguardo leggiamo nell’Evangelio secondo Matteo (nel diciannovesimo capitolo ai versetti 4 e sgg.) – Ed egli rispose loro: “Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse: ‘Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne’ ? Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi”; e nella lettera dell’apostolo Paolo ai Romani (nel primo capitolo ai versetti 21 e sgg.) – perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, [...] Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore.

Secondo la Chiesa cattolica il matrimonio è un sacramento.

Di certo il ‘Matrimonio per tutti’ è un errore sotto ogni punto di vista, va contro la carta fondante della Svizzera per la sua stessa dicitura e innanzitutto è un’abominazione davanti a Dio.


Motivazioni occulte

Non è proprio possibile suffragare la presunta importanza di questa problematica coi dati statistici alla mano e men che meno considerando la realtà culturale. Diventano quindi subito evidenti le motivazioni manipolative, d’origine non solo massmediatica e propagandistica. Per esempio a partire dal termine ‘omofobia’, scagliato contro tutti coloro che di fronte a tanta perversione difendono il senso comune. Visto che nell’uso del termine cade qualsiasi significato clinico, nonostante si tratti di un neologismo inventato da uno psicologo clinico, bisogna innanzitutto segnalare come questo termine venga usato in maniera sbagliata sin dalla sua prima pubblicazione una cinquantina d’anni fa. Esso viene dal greco homós ‘uguale, simile’ e phóbos ‘paura’ e significa letteralmente ‘paura per ciò che è uguale’ e non ‘paura degli omosessuali’. D’altronde, come tutte le teorie psicologiche cresciute sulle basi marcie gettate dal cocainomane Sigismondo Freud, il padrino della psicoanalisi, anche questa terminologia manca totalmente di obiettività – in quanto Cristiani, non ci spaventano mica gli omosessuali, ma anzi preghiamo per loro, perché siano liberati delle loro difficoltà e del loro vizio contronatura che, come purtroppo dimostrano le statistiche sul suicidio, li rende tutt’altro che sereni (gay in inglese sta per ‘felice’).

Di nuovo riconosciamo anche in questo paese l’apparato sovversivo dell’anticristo che da parecchi secoli oramai esercita tutte le pressioni per lo sdoganamento delle perversioni, per cui l’accettazione di pornografia, sodomia, aborto ed eutanasia non sono che un orribile inizio. Da qui, per le limitazioni e il controllo sociali, passerà presto alla disintegrazione e alla soppressione della famiglia tradizionale ovvero il nòcciolo della civiltà. Quest’obiettivo è peraltro digià raggiunto in tutte quelle istanze in giro per il mondo che ben si allineano alle chimere rivoluzionarie o del liberalismo o del socialismo, cioè prettamente sataniche. Come sta scritto nella prima lettera dell’apostolo Paolo a Timoteo (nel quarto capitolo al versetto 3) – Essi vieteranno il matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi che Dio ha creati perché quelli che credono e hanno ben conosciuto la verità ne usino con rendimento di grazie.


Riferimenti


At 14:15 – “Uomini, perché fate queste cose ? Anche noi siamo esseri umani come voi; e vi predichiamo che da queste vanità vi convertiate al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi.


Scarica o stampa questa scheda – Votazione_del_26_settembre_2021.pdf

Nolan Quinn, agosto 2021

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